La vita accade per te non a te

Giorni fa mi è stato chiesto come vivessi io un cambiamento, perché non fossi arrabbiata o triste per ciò che stava accadendo nella mia vita. Per quanto sia umana e anche io abbia sensazioni di tristezza, rabbia e impotenza davanti a certi avvenimenti, ho però sviluppato quella che in psicologia si chiama resilienza, ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre. Come cita Lucia Giovannini nel suo libro “Tutta un’altra vita”: se c’è una costante, una certezza nella vita, questa è il cambiamento. Un antico detto zen sostiene che non si può entrare nello stesso corso d’acqua due volte. Ogni volta, infatti, le condizioni sono diverse: la temperatura dell’acqua, la flora, la fauna, i microrganismi che compongono quel fiume saranno differenti e ci porteranno ad avere un’esperienza nuova. In altre parole, ogni volta sarà come entrare in un fiume diverso. Lo stesso avviene nel torrente della vita. Tutto intorno a noi è in continua metamorfosi. La vita a volte ci mette in difficoltà: un litigio con un caro amico, un rapporto con qualcuno per noi molto importante che si incrina, un progetto di lavoro che non va come desideriamo; non è possibile evitare certi eventi, possiamo solo sviluppare una buona flessibilità e migliorare il modo in cui reagiamo davanti a ciò che ci accade.

La resilienza per fortuna non è un tratto innato, ma tutti noi possiamo svilupparla. Come?

Attraverso una buona fiducia sulle nostre capacità e con un atteggiamento positivo. Vi suonerà strano parlare di atteggiamento positivo davanti a un evento traumatico o stressante della vostra vita eppure come diceva Viktor Emil Frank, psichiatra austriaco sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, “Se non è in tuo potere cambiare una situazione che ti crea dolore, potrai sempre escogitare l’atteggiamento con il quale affrontare questa sofferenza”. Impariamo a lasciare andare ciò che non possiamo controllare; l’unica cosa che possiamo fare è cambiare il nostro modo di percepire quell’avvenimento. Focalizziamoci sul fatto che anche se quell’episodio è avvenuto nella nostra vita, non significa che tutta la nostra esistenza, la nostra personalità e i nostri valori sono un completo disastro. Ridimensioniamo pertanto l’accaduto e prestiamo attenzione più alla soluzione che al problema stesso. Proviamo a pensare a momenti della nostra vita in cui ci siamo trovati in situazioni simili, come le abbiamo affrontate, di chi o cosa abbiamo avuto bisogno? Guardiamo indietro con profonda stima per ciò che abbiamo attraversato e che ci ha portato dove siamo ora a essere ciò che siamo. Coltiviamo inoltre la bellezza della nostra vita ritagliandoci del tempo per noi stessi per fare ciò che ci dà gioia: un caffè con un’amica, una passeggiata nella natura, ammirare un tramonto, farsi un bagno caldo, disegnare o andare ad una mostra, sono tutte attività che anche nei momenti di difficoltà ci ricordano che la vita regala attimi di serenità nonostante tutto. La vita accade per te non a te. Succedono cose fuori dal nostro controllo perché abbiamo necessariamente bisogno di attraversarle per arrivare dove desideriamo. Vediamo ciò che sta succedendo come la via più breve per raggiungere il nostro obiettivo. Accettiamo ciò che accade nella nostra vita senza sprecare energie a chiedersi: “Perché a me?” “Perché mi è successo questo?”. Utilizziamo invece tutte le risorse a nostra disposizione per cogliere l’insegnamento dietro quel’ evento, persino il bello, il lato positivo, perché sicuramente ciò che ci accade ha una lezione da insegnarci e potrebbe rivelarsi una meravigliosa opportunità di crescita.