Qualcosa in più su di me...

Ci sono persone che decidono di prendere in mano la loro vita e altre a cui la vita, attraverso gli eventi, obbligherà a farlo.
Io anni fa ero parte del secondo gruppo di persone, vagavo in balia degli eventi, non mi conoscevo, avevo paura di guardarmi dentro, di scoprire i miei lati ombra. Mi riempivo l’agenda di appuntamenti per evitare quella che allora chiamavo “solitudine”: le serate in casa sola che mi avrebbero obbligata a fermarmi a pensare e ad ascoltarmi.
All’età di 20 anni, in seguito ad una forte litigata con mio padre me ne andai di casa. Mi sentivo un’adolescente ferita e senza punti di riferimento, perciò ho vissuto per anni relazioni insignificanti; mi infilavo in rapporti in cui davo tutto e ricevevo quasi nulla; mi bastava solo una piccola attenzione per sentirmi importante, perché questo era ciò che contava per me: essere importante per qualcuno. Questo mi portava a pretendere dal partner di turno un mare di attenzioni che però non mi bastavano mai e non mi facevano sentire completamente appagata.
L’amore che il partner mi dimostrava non era sufficiente per colmare quel vuoto che sentivo dentro. Vivevo malissimo ogni aspetto della relazione. Ora so che non si trattava di relazioni ma di puri legami di dipendenza.
Non ero felice proprio perché avevo riposto la mia felicità nelle mani di qualcun altro.

Il prezioso incontro con una life coach e i percorsi di crescita personale che ho seguito, mi hanno permesso di lavorare molto sul bisogno di essere importante per qualcuno, di essere accettata sempre e comunque, sulla gelosia, la possessività, la paura di non essere mai abbastanza, di non essere capita, il terrore dell’abbandono, l’aggressività, la rabbia per quel senso di inadeguatezza che non mi lasciava mai, il timore di esprimere la mia opinione; tutte strategie messe in atto per colmare quel vuoto e la mia scarsa autostima. Ero io a infliggermi il giudizio peggiore, ero il peggior nemico di me stessa, a tal punto da non vedere le mie qualità, i miei pregi e tutto il mio potenziale. Ho finalmente imparato a perdonare me stessa e gli altri; il perdono è un regalo che ci facciamo per darci il permesso di andare avanti senza rimanere bloccati in vecchie sofferenze e senza portarci nelle situazioni presenti e il carico emotivo legato al passato.
Ora sono io l’unica responsabile della mia vita e della mia felicità e vivo la storia d’amore più bella di tutte: quella con me stessa.
Oggi sono grata al mio percorso di crescita e mi chiedo “perché tutto questo non ce lo insegnano a scuola? Perché sono arrivata solo ora a tutte queste consapevolezze?” perciò la mia missione ora è portare le mie conoscenze a più persone possibili, in modo che riscoprano i loro talenti, abbandonino paure e credenze limitanti e prendano davvero in mano la loro vita.

La nostra felicità è davvero nelle nostre mani, siamo gli unici responsabili della nostra vita.